24 Agosto 2021 12:00

IGD al centro dell’attenzione, tra investitori sempre più orientati dalla sostenibilità e agenzie di rating che forniscono la propria lettura indipendente delle performance ESG della Società

Dall’ultima edizione della Sustainability Week di Borsa Italiana IGD ha ricavato alcune interessanti evidenze, in merito al crescente interesse degli operatori dei mercati finanziari su temi ambientali e sociali che riguardano il proprio business.

Gli investitori si appoggiano sempre di più sui rating ESG nel selezionare le aziende di cui acquistare le azioni oppure finanziare il debito, nonostante i risultati di questi rating possano essere molto diversi a seconda dei criteri di assessment adottati dalle varie agenzie.

Approfondiamo questi temi ponendo alcune domande a Francesco Soldi, Responsabile Marketing e Sostenibilità di IGD.

 

IGD ha partecipato a inizio luglio alla quinta edizione della Sustainability Week organizzata da Borsa Italiana, dedicata al confronto tra 62 aziende italiane e 110 istituzioni di asset management internazionali. Che tipo di interesse avete riscontrato quest’anno?

IGD partecipa a questo evento di Borsa Italiana incentrato sui temi di sostenibilità sin dalla prima edizione del 2017. Nel tempo abbiamo visto crescere l’interesse degli investitori nei nostri confronti come azienda. Se cinque anni fa avevamo due incontri in agenda, nel 2021 abbiamo avuto one-to-one con cinque istituzioni, delle quali una, per esempio, che gestisce gli asset di ben 14 fondi pensione. Oltre che sotto il profilo della quantità di interlocutori, questo evento ha visto un progressivo sviluppo anche della qualità dei temi approfonditi da IGD durante gli incontri. Un tempo era frequente che gli investitori cogliessero l’occasione per porci domande a 360 gradi, mentre questa volta siamo sempre entrati verticalmente a parlare di specifiche performance ambientali o sociali, con analisi sulle politiche di breve, medio e lungo termine.

 

Investitori più focalizzati sulla sostenibilità, dunque. Quali sono stati i temi più frequentemente al centro delle domande?

Direi che le tematiche relative al nostro impatto ambientale sono state quelle predominanti. Non dimentichiamoci, del resto, che il nostro è un business “brick and mortar”, con asset fisici di rilevanti dimensioni. Molti approfondimenti hanno riguardato anche aspetti della sfera Social, come il welfare, i rapporti con il territorio o le attività formative rivolte al personale.

 

Ci sono state molte domande relative al Covid-19?

Gli investitori si sono mostrati interessati a capire come abbiamo portato avanti il nostro percorso di Responsabilità Sociale d’Impresa in questo periodo di pandemia. Per noi è stata l’occasione per ribadire che abbiamo proseguito l’attuazione delle nostre politiche per tutto ciò che era indifferibile.

 

Oltre ad avere analizzato le performance in collegamento con le politiche enunciate in passato, avete anche parlato del futuro?

Abbiamo indicato che stiamo lavorando sul Piano di Sostenibilità 2022-2024, il quale – come nelle ultime occasioni – sarà completamente integrato nel Piano Industriale.

 

Quali altre evidenze avete raccolto sulla base del confronto con gli investitori?

Ci siamo resi conto che molti di questi investitori utilizzano i rating ESG per fare uno screening delle Società in cui investire. Alcuni tra loro hanno voluto approfondire le ragioni retrostanti determinate valutazioni che ci sono state assegnate. In effetti, le agenzie che elaborano i rating seguono criteri di assessment delle performance ESG delle Società che possono differire molto gli uni dagli altri. Pur essendo basati su dati pubblici, perciò, i processi di assessment delle agenzie possono portare all’attribuzione di rating molto diversi per il medesimo aspetto.

 

Su quanti rating ESG può contare oggi IGD?

Il numero dei rating cosiddetti “unsolicited” – ovvero “non richiesti” dalla Società – è cresciuto molto rapidamente negli ultimi quattro anni. Ne avevamo 2 nel 2018, siamo passati a 4 nel 2019, poi a 6 nel 2020, mentre al momento ne abbiamo 8.

 

A che cosa attribuisce la ragione del grande interesse nei confronti della sostenibilità di IGD?

Credo che beneficiamo del fatto che in tema di sostenibilità abbiamo disegnato sin dal 2011 un percorso strutturato, che nel tempo abbiamo poi sviluppato in una logica di Plan-do-check-act, con una pianificazione integrata nel core business già a partire dal 2014.

 

Se questi rating ESG sono basati su analisi di terze parti su dati pubblici, IGD può avere comunque un ruolo per favorire un efficace processo di assessment, che aiuti i risultati a convergere?

Credo che la EU Taxonomy Regulation aiuterà a raggiungere un framework comune. Su questo stiamo lavorando anche a livello internazionale, attraverso la nostra partecipazione ai Sustainability Committee di EPRA e di ECSP. Penso comunque che per adesso,  come Società dobbiamo continuare a offrire un supporto attivo alle Società di Rating: da una parte, quindi,  ci siamo organizzati per migliorare la chiarezza della nostra rendicontazione, dall’altra per stabilire contatti diretti con le agenzie stesse , in modo da favorire  una loro corretta comprensione delle nostre informazioni e l’utilizzo di dati effettivamente aggiornati nelle valutazioni.

 

Come utilizzate i rating che ricevete?

In IGD la funzione Sostenibilità lavora insieme alla funzione Investor Relations per mantenere costantemente allineato un cruscotto che razionalizzi quanto emerge dai rating. Di fatto questo ci aiuta a individuare possibili aree di miglioramento, ma anche, in altri casi, a prendere piena coscienza dell’apprezzamento esterno su risultati che a volte sono frutto di un lungo lavoro.

 

Grazie per questo aggiornamento.