2 marzo 2022 9:00

La storia di IGD vista con gli occhi degli investitori

Dopo avere presentato il nuovo Piano Industriale al 2024 il 14 dicembre scorso, il management di IGD ha incontrato alcuni investitori in un roadshow a metà gennaio.

I feedback raccolti in forma anonima dal broker che aveva organizzato gli incontri rivelano alcune acute e stimolanti considerazioni da parte di chi guarda la Società dall’esterno.  

Riflettiamo su questi feedback con Claudia Contarini, che è a capo del team di Investor Relations.

 

Che tipo di accoglienza ha avuto il nuovo Piano al 2024 da parte del mercato?

I riscontri che abbiamo ricevuto sono stati in generale di un rinnovato interesse per la nostra equity story, anche alla luce dei multipli molto compressi ai quali tratta il titolo. Il mercato ci ha dimostrato di voler comprendere meglio che cosa stia dietro agli obiettivi che ci siamo proposti di raggiungere nel 2024. Gli investitori hanno soprattutto voluto verificare come interpretiamo i nuovi modelli di consumo e con quali iniziative pensiamo di muoverci nel nuovo contesto. Tutto questo nella chiave di esplorare se esistano solidi presupposti per aspirare ad avere buoni ritorni come azionisti della Società.  Se guardiamo la strada che ha fatto il prezzo del titolo IGD dal giorno della presentazione del Piano a oggi, vediamo che l’incremento ha superato il 20%: direi dunque che ha avuto un’ottima accoglienza.

 

Quali sono stati gli aspetti di questo Piano che hanno suscitato il maggiore consenso da parte degli investitori?

L’intero impianto del Piano è stato giudicato valido, tanto sotto l’aspetto della gestione operativa quanto per le scelte di strategia finanziaria. La politica di distribuzione dei dividendi è stato comunque l’elemento maggiormente apprezzato, perché esprime in estrema sintesi la fiducia che la Società ha di potere raggiungere gli obiettivi economico-finanziari che si è posta e la volontà di trasferire una quota importante del valore creato ai propri azionisti anno dopo anno – cosa che del resto è nella natura stessa del nostro essere una SIIQ. Dopo la parentesi obbligata del 2020, quando la pandemia aveva condizionato pesantemente i risultati di bilancio e la Società aveva optato per non pagare alcun dividendo al fine di preservare la solidità finanziaria, il Piano ha perciò dimostrato che IGD vuole decisamente tornare ad avere una equity story basata su una interessante distribuzione di dividendi. Con un Piano che proietta un dividendo in crescita fino a 50 centesimi di euro nel 2024, se i risultati nel tempo daranno prova di una fedele execution della strategia disegnata, gli investitori ritengono che il fair value del titolo potrà legittimamente arrivare a chiudere una parte rilevante dello sconto cui oggi tratta sul NAV.

 

Quali sono invece gli aspetti nei quali si concentrano le preoccupazioni degli investitori che avete incontrato?

Certamente l’elemento più ricorrente è l’incertezza riguardo i tempi e le modalità di superamento di uno scenario dominato dalla pandemia. Dal punto di vista di alcuni dei portfolio manager che abbiamo incontrato, una parte delle difficoltà nelle vendite e negli ingressi di questo periodo non è ascrivibile semplicemente al tema COVID-19 in sé, quanto piuttosto alla eccessiva rigidità delle restrizioni imposte ai centri commerciali, che ha aggravato le condizioni operative oltre il necessario, rendendo il nostro uno dei settori più penalizzati in assoluto. Un ulteriore punto aperto per alcuni gestori è quello relativo all’effettivo successo nelle dismissioni di asset non strategici che abbiamo in programma di realizzare nel triennio: sono però attività non necessarie per portare a termine il Piano, ma solo opzionali. Infine alcuni investitori temono che l’eCommerce possa indebolire i fatturati delle vendite fisiche in alcune merceologie, nel caso in cui i retailer non siano rapidi nel fornire una proposta omnicanale. Tutti questi elementi hanno però nelle loro considerazioni un controbilanciamento nelle peculiarità del portafoglio e nelle azioni messe in campo da IGD. Abbiamo evidenziato come la taglia media degli asset urbani in portafoglio, profondamente radicati nel territorio, consenta di muoversi in maniera agile nell’adattarsi alle esigenze in evoluzione dei visitatori. Ed è stata infatti molto apprezzata la volontà di introdurre una maggiore quota di servizi nel merchandising mix, la nostra capacità di dialogo con i tenant per riuscire poi ad avere soddisfacenti livelli di incasso delle fatture emesse e, infine, la struttura dei nostri contratti di affitto, che ci protegge dall’inflazione.

 

Che cosa vorrebbero che faceste gli investitori, che non è stato inserito nel Piano?

Molti hanno detto di vedere come una grande opportunità per il futuro il fatto di realizzare operazioni di aggregazione e di M&A, per fare leva sulla valida piattaforma che IGD ha costruito e dimostrato di sapere gestire anche in momenti difficili. Un aspetto ricorrente in molti commenti ricevuti riguarda l’apprezzamento per il management, a partire dal nostro CEO, che ha saputo compiere un’importante opera di trasformazione dando a IGD un rilievo anche internazionale.