8 novembre 2022 15:00

Il titolo IGD di nuovo sotto il radar degli investitori internazionali

Nonostante l’andamento del titolo IGD non sia immune dai fattori geopolitici e macroeconomici che hanno impostato al ribasso i mercati azionari nel 2022, il prezzo ha messo a segno una performance migliore rispetto a quella dell’indice del settore immobiliare europeo, facendo leva su una buona tenuta dei fondamentali.

Il management della Società sta perciò riprendendo a partecipare alle investor conference sulle piazze finanziarie internazionali, forte di una equity story chiara da raccontare.  

Gli investitori istituzionali recentemente incontrati da IGD a Parigi sono consapevoli delle sfide che attraversa il settore immobiliare retail, ma considerano che il Piano 2022-2024 che la Società ha presentato lo scorso dicembre contenga una strategia valida per assicurare performance operative e finanziarie adeguate a garantire un interessante flusso di dividendi futuro.

Approfondiamo questi temi in una conversazione a due voci con Raffaele Nardi, Direttore Pianificazione, Controllo e Investor Relations e con Claudia Contarini, che è a capo del team di Investor Relations.

Fonte: elaborazioni IGD su dati Borsa Italiana ed EPRA

 

Che attività di incontro con gli investitori ha condotto recentemente IGD?

L’11 ottobre scorso abbiamo partecipato alla “2022 Italian Excellences”, la MidCorporate Conference che il Gruppo Intesa SanPaolo ha organizzato a Parigi in collaborazione con Borsa Italiana. Insieme ad altre 37 società del segmento Euronext STAR Milan, durante questo evento abbiamo avuto l’opportunità di incontrare investitori italiani e francesi. Si è trattato della prima occasione in cui IGD si è ripresentata su una piazza finanziaria estera dopo due anni di assenza, a causa della pandemia. Abbiamo avuto incontri di buon livello, con domande interessanti. Gli investitori, che prendono atto della complessa situazione in corso, a fronte delle tensioni geopolitiche e della crisi energetica che stanno mettendo a dura prova le società europee, sono apparsi desiderosi di valutarne gli impatti a livello delle singole società.

 

Come vedono specificamente il titolo IGD gli investitori domestici e internazionali in questo momento?

I gestori dei fondi sono consapevoli che il segmento retail del settore immobiliare ha subito colpi che avrebbero potuto metterlo KO negli ultimi anni: prima la minaccia dell’eCommerce, poi le restrizioni imposte dall’esigenza di arginare i contagi da Covid-19 hanno messo sotto pressione le performance dei centri commerciali. Ciononostante, in particolare il format tipico di IGD, con asset di media dimensione che hanno un ruolo predominante nel proprio bacino di riferimento, ha dimostrato di rimanere valido e potere resistere anche all’evoluzione in atto nei modelli di consumo. Agli investitori non è sfuggito il concetto che la presenza fisica resta imprescindibile per il successo dei retailer, che dovranno trovare una sintesi tra i vari canali di vendita, disancorandosi dalle metriche valide in passato, come le vendite per metro quadro di superficie affittata.

 

Su quali aspetti si sono concentrate le loro domande?

I portfolio manager dei fondi in generale sono convinti che il nostro Piano Industriale 2022-2024 sia molto efficacemente impostato, da un punto di vista operativo, immobiliare e finanziario. Si sono quindi dimostrati interessati ad approfondire come sia stata in questi primi mesi del 2022 la reazione dei nostri operatori e come si presenti di conseguenza la sostenibilità degli affitti, in un anno che non è più stato dominato dalle restrizioni ma che non ha ancora pienamente recuperato i livelli pre-pandemia sotto il profilo degli ingressi, nonostante lo scontrino medio sia più elevato. Hanno voluto approfondire che cosa facciamo, come proprietari e gestori del centro commerciale, per tenerne elevata l’attrattività e assicurare un utilizzo efficiente dell’energia, dal momento che si tratta di edifici con importanti consumi per la climatizzazione. Da questo punto di vista sono state apprezzate non solo le misure di efficienza energetica che abbiamo implementato, ma anche gli investimenti che da tempo abbiamo varato sul fronte del fotovoltaico.

 

Che cosa vi hanno raccomandato gli investitori durante questi incontri?

Ci hanno fondamentalmente raccomandato di continuare a produrre buoni risultati economico-finanziari, di trimestre in trimestre, nel solco del Piano, in modo da potere confermare la nostra equity story come dividend company. Il dividendo di 0,35 euro, che IGD ha distribuito lo scorso 11 maggio per l’esercizio 2021, ha del resto confermato questo importante aspetto di remunerazione degli azionisti. Agli attuali livelli di prezzo, anche investitori che avevano avuto il titolo IGD nel portafoglio e che poi hanno venduto a causa di una view negativa sul settore in generale, stanno perciò valutando seriamente l’opportunità di ricostruire una posizione. Nonostante i timori che l’economia possa frenare a causa delle politiche monetarie restrittive messe in atto per contrastare l’inflazione, soprattutto chi ha una visione di lungo termine vede agli attuali livelli un’occasione unica per acquistare il titolo IGD a multipli borsistici a sconto rispetto a quelli storici, con l’opportunità di potere beneficiare di attraente flusso di dividendi nel tempo.

 

Quali prossimi impegni sono nel vostro calendario di Investor Relations?

Il 16 novembre parteciperemo alla CEO Conference di Exane BNP Paribas, il broker paneuropeo che copre il nostro titolo ormai da oltre un anno. Anche in questa occasione speriamo di potere raggiungere investitori interessanti ai quali presentare la nostra storia con grande chiarezza e trasparenza, in modo che ci possano mettere a confronto con altre società candidate a entrare nei loro portafogli.

 

Quale sforzo compie IGD per assicurare ad investitori e analisti la piena comparabilità dei propri risultati rispetto ad altre società del settore?

Il nostro Bilancio Annuale e il Report di Sostenibilità sono sempre costruiti in linea con le raccomandazioni EPRA, tanto da valerci ormai da anni il riconoscimento più elevato (“Gold”) dei relativi Awards nelle categorie riservate alle best practice. Uno sforzo che prossimamente estenderemo puntando ad ottenere la certificazione SBTi, Science Based Target initiative, dei nostri obiettivi di riduzione delle emissioni.