Lettera agli Stakeholder
Signori Stakeholder,
La sostenibilità è da sempre parte integrante del nostro modo di fare impresa.
La nostra cura affonda le radici nel terreno della cooperazione, in quei principi che in IGD hanno ispirato un equilibrato modello di business e una strategia di crescita orientata a lungo termine. Questa importante eredità ha reso in qualche modo "naturale" il fatto di prestare grande attenzione alle istanze dei nostri stakeholder. (...)
(continua)
Nell’ambito del settore immobiliare della grande distribuzione, con un patrimonio che sfiora i 2 miliardi di euro e una posizione preminente nel mercato italiano, sentiamo di dovere interpretare responsabilmente il nostro ruolo.
Da un lato ci conforta la riflessione sulla validità, già allo stato attuale, del nostro ‘patrimonio’ in termini di sostenibilità: siamo convinti che se non avessimo avuto chiari principi da seguire in ambito economicofinanziario, sociale e ambientale, non saremmo riusciti a realizzare la crescita, sana e consistente, che IGD ha messo a segno dalla quotazione a oggi.
D’altro lato, l’avere raggiunto questi traguardi non ci esime dal dover pensare come evolvere e rafforzare continuamente il nostro approccio ‘sostenibile’ al business. Solo in questo modo potremo fronteggiare la crescente complessità che lo scenario esterno presenta, sia per gli aspetti legati alle importanti dimensioni raggiunte dalle nostre attività sia per la netta discontinuità nei modelli di consumo che la crisi economica ha generato. Ogni giorno, in effetti, ci confrontiamo con la complessità: operiamo in contesti diversi - in 11 regioni sul suolo nazionale e in 13 città della Romania - e ci rapportiamo quotidianamente con una pluralità di interlocutori, tra i quali, ad esempio, circa 1.150 operatori che affittano spazi nei nostri centri commerciali. Dicevamo poi dei cambiamenti prodotti dalla crisi: comprendere bene le mutate esigenze del cliente finale in questa fase di stentata uscita dalla recessione sarà un fattore cruciale di successo.
Più in generale stiamo assistendo a profondi cambiamenti in tutte le aree nelle quali abbiamo individuato i nostri stakeholder. Avvertiamo l’urgenza con la quale la nostra società aspira a vedere nelle imprese processi di procurement più disciplinati, trasparenti e ‘responsabili’; cogliamo le nuove aspettative dei lavoratori in termini di opportunità di trovare adeguata valorizzazione al proprio impegno e talento, in termini di realizzazione di pari opportunità e di possibilità di fare coesistere vita familiare e professionale; siamo consapevoli, infine, della centralità che gli investitori istituzionali – e non solo quelli etici o ‘verdi’ – attribuiscono ai sistemi di governance, alla performance sociale e ambientale delle aziende quotate.
Abbiamo quindi sentito l’esigenza di dare un metodo, un metro e precisi obiettivi ai nostri sforzi: questo primo Bilancio di Sostenibilità ne è il risultato.
Abbiamo proceduto in primo luogo a mappare i nostri stakeholder, per comprendere verso chi siamo responsabili e per che cosa. Questo ci ha condotto a individuare sei aree distinte di portatori di interessi: chi lavora in IGD, gli operatori che rappresentano la nostra controparte di business, quindi i nostri fornitori, i visitatori dei centri commerciali e le comunità locali, per arrivare alla comunità finanziaria, rappresentata dai nostri azionisti, dai finanziatori di capitale di credito e dai media specializzati. Abbiamo infine collocato
l’ambiente in un’area specificamente dedicata.
Per ogni area abbiamo definito le linee-guida che orientano il nostro modo di rapportarci con quella specifica categoria di stakeholder; abbiamo poi individuato e calcolato alcuni indicatori di performance, che ci permettono di misurare gli impatti significativi della nostra attività. Trattandosi del primo numero del Bilancio di Sostenibilità, i dati si riferiscono al 2010: dall’anno venturo avremo perciò la possibilità di verificare l’evoluzione della performance. Non solo: potremo anche verificare in quale misura avremo rispettato gli obiettivi di miglioramento che ci siamo impegnati a raggiungere; obiettivi che abbiamo formulato tanto per il breve quanto per il medio termine.
Pensiamo che tutti i traguardi che ci siamo dati per il futuro rappresentino una grande sfida. Anche se siamo solo all’inizio di un cammino di sostenibilità che con questo primo Bilancio abbiamo imboccato, contiamo tuttavia di potere fare leva sul fatto che con i nostri stakeholder non abbiamo solo impostato rapporti chiari e corretti: ci siamo sempre messi in ascolto e li abbiamo spesso coinvolti nelle nostre scelte.
Molte società, ad esempio, si impegnano, nell’ambito della loro attività, al rispetto del territorio nel quale operano: per noi questo non basta. Ci dobbiamo calare nelle comunità locali, analizzarle, comprenderne le esigenze e, attraverso la realizzazione o il restyling di un determinato centro commerciale, offrire un’efficace risposta. Ci rendiamo conto che la presenza dei nostri centri modifica il paesaggio, i flussi di traffico e la vita locale: produce un cambiamento ambientale e sociale. Dialoghiamo ogni giorno con le autorità locali, con
le associazioni dei consumatori, con quelle dei commercianti, perché crediamo che solo il fatto di riuscire a realizzare una proposta attraente in termini di prodotti e servizi per i clienti finali nella specificità del singolo territorio potrà assicurare interessanti ritorni agli operatori e, a valle, risultati positivi ricorrenti per IGD.
Nel 2010 abbiamo lanciato un nuovo piano di marketing di Gruppo, che trova la sintesi nel pay-off: ‘IGD, spazi da vivere’. Il nostro centro commerciale si propone infatti di essere attraente sotto profili diversi, non solo in risposta alle esigenze di consumo, e per un pubblico trasversale in termini di interessi e fasce di età. Il piano coniuga una serie di iniziative di impronta commerciale con altre di carattere socio-culturale. Questa identità comune viene tuttavia sempre declinata secondo le peculiarità locali.
Analogamente, per quanto riguarda la messa a punto di un determinato mix merceologico e la selezione degli operatori da inserire in una determinata galleria, non andiamo mai a ‘paracadutare’ sul territorio una combinazione ideale predefinita: cerchiamo di riflettere le tipologie di consumo della popolazione presente nel bacino di utenza e di rappresentare anche l’offerta di operatori locali.
IGD ha attraversato la più importante crisi economico-finanziaria degli ultimi decenni chiudendo il 2010 con risultati record in termini di ricavi, margini operativi e di utile che il Consiglio di Amministrazione ha proposto di distribuire agli azionisti. Il piano di investimenti non si è mai fermato: negli ultimi due anni il portafoglio si è ampliato di ben sei nuovi centri commerciali. E, come indicato nel Piano Strategico 2009-2013, IGD è ancora impegnata a crescere, non solo in termini di perimetro del patrimonio immobiliare, ma anche in termini di conquista di maggiore profittabilità, con un rendimento del portafoglio atteso a fine piano tra il 6,4% e il 6,5%. Investire ‘responsabilmente’ significa infatti avere ritorni adeguati per remunerare i nostri azionisti e finanziatori: per ottenerli, dobbiamo potere contare su flussi di ricavi da affitti che provengano da operatori in grado di sostenerli attraverso tutto il ciclo economico.
In IGD la crescita profittevole e la capacità di mantenere una sana situazione economico-patrimoniale anche durante la crisi è stata e, anche in futuro, resterà possibile perché gli obiettivi del piano strategico si inquadrano in un percorso di sostenibilità. Nel 2010, ad esempio, di fronte al perdurare di una debolezza dei consumi delle famiglie, IGD ha definito una politica di sconti temporanei per sostenere operatori validi, ma in momentanea difficoltà, e ha proseguito un attento controllo dei costi relativi alla gestione del centro commerciale: una decisione dettata dalla volontà di conciliare i propri piani con lo stato di salute del conto
economico delle proprie controparti di business.
Auspichiamo infine che il Bilancio di Sostenibilità sia letto da tutti voi con attenzione, in modo che possiate comprendere meglio i nostri sforzi e aiutarci a realizzare gli obiettivi che ci siamo posti. Vi invitiamo quindi a fornirci le vostre riflessioni, perché questo Bilancio possa essere un ulteriore stimolo a un dialogo effettivamente costruttivo con i nostri stakeholder.
Siamo grati a tutti voi, per il contributo che avete offerto nel portare IGD a raggiungere i traguardi che abbiamo visto: ringraziamo i nostri dipendenti, che in ogni loro azione, ogni giorno, determinano quello che IGD è per gli altri; i clienti dei centri commerciali, gli operatori, gli investitori, i finanziatori e i fornitori, che quotidianamente ci accordano la loro fiducia e scelgono di intrattenere rapporti con noi.
Potete contare sul nostro impegno a mantenere fede al nostro approccio responsabile e a raggiungere quegli obiettivi, indicati dal piano strategico, che ci possono garantire una solida posizione sotto il profilo economico-finanziario. Cercheremo di comprendere sempre meglio le esigenze dei nostri stakeholder e ci adopereremo anche nel 2011 per soddisfarle nella misura maggiore possibile.
Lavoreremo per rendere IGD, cioè quella che crediamo già oggi sia una buona società, una realtà ancora migliore.
Il Presidente - Gilberto Coffari
L’Amministratore Delegato - Claudio Albertini




